“L’importanza di una idea”

L’idea risale al 1969,sotto la presidenza di Enzo Picchi.della Polisportiva Don Bosco.Si voleva onorare lo sport,farlo grande,sfruttando la sua componente più bella: quella della purezza,della onesta,della educazione,con il dilettantismo insomma e soprattutto una scuola di vita per i giovani che sarebbero stati alla base dell’attività.

Nel 1971 morì purtroppo Armando Picchi,cugino di Enzo,un professionista come pochi altri,ma a suo modo anche un dilettante,giacchè mai tradì un ideale e sempre conservò l’entusiasmo e lo spirito proprio di chi crede nello sport,di chi vive per esso e di esso.Ed allora si pensò che nessuno meglio del grande campione prematuramente e ingiustamente scomparso,avrebbe potuto etichettare l’idea,favorirne lo sviluppo,conducendo per mano dall’alto dei cieli,i dirigenti nel loro compito tutt’altro che semplice.In poche parole nasceva il Gruppo Sportivo Armando Picchi!

Oggi Armando Picchi – Calcio.Quando l’iniziativa sia andata avanti,quando abbia trovato conforto nella passione dei dirigenti e nell’apprezzamento della gente è dimostrato dai fatti: tante,tantissime vittorie,anche sei titoli di campione d’Italia,due nell’ambito della FIGC,tante volte campioni regionali,ma soprattutto tanti ragazzi lanciati e accompagnati mano nella mano-i consigli e l’esempio-nella lunga,difficile strada della crescita sportiva,ma soprattutto civile.

L’Armando Picchi così ha sempre assolto al suo compito di chioccia che del resto è alla base della sua esistenza ed in tal senso si appresta a confermarsi,anzi a migliorarsi con una serie di iniziative che dimostrano l’entusiasmo e la passione dei suoi dirigenti.Nel suo segno nasceranno altri uomini che a loro volta sapranno prolungare il suo ricordo nel modo più degno.

“Uomini prima che atleti”

Iniziare il discorso su una società che porta un nome così illustre è importante per lo sport livornese e nazionale ,non è una cosa semplice.Ho detto illustre,e come non potrebbe esserlo.Solo a pronunciare quel nome così caro agli sportivi livornesi,corre un brivido lungo la schiena;l’Armando Picchi calcio Livorno!

Un nome che oltre a sapere di foot-bal,sa di enorme responsabilità e rimpianto allo stesso tempo…      Responsabilità perchè ovunque questi colori si rechino a svolgere il loro ruolo,devono tenere sempre alto,sotto tutti gli aspetti,il nome che appunto porta la società.Rimpianto,beh,la parola stessa dice tutto…!!!!!

Ma guardiamo adesso un pò più da vicino,i giovani dell’Armando Picchi calcio.Quelli cui da anni la società si rivolge con cure minuziose e pazienti nell’intento di trasformarli non in campioni quanto in uomini.Una scelta ponderata,quasi di vita che sotto l’espressione sport mira ad obiettivi concreti.

Educare tirando calci al pallone.Ne più e nemmeno di una perfetta integrazione di quello che oggi la scuola può fornire.Si,anche divertendosi si cresce e si matura.Al Picchi tutto questo lo capirono una trentina di anni fà.Rilevata la gestione Don Bosco ( la squadra in seconda categoria ad un nugoletto approssimato di ragazzini a mettere su un paio di formazioni giovanili ) Enzo Picchi volle diventare il padre putativo di questi giovani che gravitavano intorno all’oratorio Salesiano.Sacrifici finanziari di non trascurabile entità ma tanta,tanta soddisfazione personale e morale.Con la fattiva collaborazione di altri dirigenti furono gettate solide basi per il futuro.Programmazione certa,pochi discorsi e soprattutto idee molto chiare:una politica per i giovani.Chiamarli a raccolta,raggrupparli e farli giocare,per farli vincere.Perchè una vittoria avrebbe portato ad altre vittorie ed i giovani sarebbe diventati ancora più numerosi.E di giovani sulla strada del Picchi ne sono passati molti.Ma nessuno,che si sappia,finito nel vicolo cieco della droga o spersosi nei meandri della delinquenza.Tutti i ragazzi che hanno trovato una propria collocazione nell’ambito della nostra fin troppo irrequieta società moderna.Tutti ragazzi che anche nella vita stanno andando incontro a quei successi quotidiani fatti di piccole cose,semplici ma importanti,che già ebbero modo di conoscere correndo dietro ad una palla.Il Picchi nel settore giovanile ha avuto modo di dare lustro al proprio nome con un’infinità di allori.Persino due titoli nazionali ( uno nella categoria allievi anno 1974,l’altro negli juniores 1975 ) e un grosso numero di campionati toscani vinti in ragione di una superiorità manifestata in campo ma traente origine da un’insieme di cose,non ultima la struttura dirigenziale.Il dettaglio parla chiaro e trova conforto nelle cifre,fin troppo eloquenti.Nell’ambito provinciale il vivaio del Picchi è non solo numericamente ma anche qualitativamente il migliore.Dalla scuola calcio agli allievi la più bella espressione calcistica e anche in campo regionale il monopolio Picchi ha avuto intensi momenti di vita.

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